Non saltare le visite dal medico di famiglia allunga la vita!

I controlli dal medico di famiglia non sono banali appuntamenti di routine ma visite che possono aiutare ad allungare la vita: saltarle infatti è associato a un più elevato rischio di morte prematura. Lo rivela più ampio studio del suo genere, pubblicato su BMC Medicine. I ricercatori dell’Università di Glasgow insieme ai colleghi dell’Università di Lancaster e dell’Università di Aberdeen hanno esaminato oltre 500.000 appuntamenti di pazienti di circa 130 medici di famiglia tra il 2013 e il 2016. Le informazioni sulle visite effettuate sono state collegate alle storie cliniche dei pazienti. Ne è emerso che i pazienti con malattie a lungo termine che hanno saltato due o più appuntamenti l’anno vedevano aumentare di tre volte il rischio di morte (per qualsiasi tipo di malattia) nei mesi successivi, rispetto a coloro che non saltavano i controlli. Inoltre il rischio aumentava ulteriormente in pazienti con malattie mentali. «Da un lato – spiega Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale della Fimmg – i pazienti dovrebbero fidarsi e affidarsi di più al medico di famiglia. Dall’altro, questi ultimi devono esser messi in condizione di poter strutturare gli appuntamenti, come previsto dalla prossima convenzione della medicina di base e come accade già in alcune regioni, attraverso la compilazione di un piano assistenziale individuale, in cui sia indicato anche l’elenco di esami e controlli da svolgere. In modo tale che il paziente possa esser monitorato, ed eventualmente richiamato a farli qualora non provveda».

Nell’olio di oliva un alleato per combattere l’obesità infantile

Secondo uno studio condotto da medici e ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e pubblicato sulla rivista Antioxidant and Redox Signaling, l’olio d’oliva rappresenterebbe un rimedio naturale per contrastare l’obesità e il fegato grasso nei bambini e negli adolescenti. Il pregiato alimento, infatti, contiene idrossitirosolo, una sostanza che, come spiegano gli autori della ricerca, migliora lo stress ossidativo, l’insulino resistenza e la steatosi epatica negli individui più giovani affetti da problemi di peso.

In Italia 15% dei bambini affetto da fegato grasso

L’obesità è uno dei principali problemi mondiali che colpisce sia i bambini che gli adolescenti. Negli ultimi anni, il suo aumento nei paesi industrializzati ha portato alla parallela crescita dei casi di fegato grasso – o steatosi epatica non alcolica (NAFLD) – in individui al di sotto dei 18 anni di età. Dalla fine degli anni ’90 ad oggi, infatti, la steatosi ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i più piccoli ed è diventata la patologia cronica del fegato diagnosticata più frequentemente in Occidente. Solo in Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all’80% tra i bambini obesi. Tra le cause del fegato grasso c’è l’aumento dello stress ossidativo subito dalle cellule come conseguenza dell’obesità.

Elevato potere antiossidante

Coadiuvati dagli esperti del dipartimento di chimica, biologia e farmacologia dell’Università di Messina, i medici del Bambino Gesù hanno effettuato il primo trial pediatrico con l’uso dell’idrossitirosolo, un fenolo dell’olio di oliva caratterizzato da un elevato potere antiossidante. Tuttavia, per ottenere l’effetto desiderato, sarebbe necessario usare ingenti quantità di olio d’oliva, col serio rischio di indurre il paziente all’obesità, in quanto si tratta di una sostanza molto calorica, ma al giorno d’oggi, grazie ai progressi della tecnologia farmaceutica, è possibile estrarre solo gli agenti antiossidanti dell’olio, ottenendone i benefici.
“Questi prodotti assolutamente naturali – spiega Valerio Nobili, responsabile di epatologia, gastroenterologia e nutrizione del Bambino Gesù – possono essere integrati nella dieta dei bambini obesi per combattere le complicanze dell’obesità come lo stress ossidativo (invecchiamento cellulare, danno delle pareti delle arterie e vene) l’insulino resistenza e la steatosi epatica”.